Dall'ambulatorio al soggiorno di casa: la riabilitazione multisensoriale viaggia sulla fibra ottica

Dopo un ictus, Bruno Sarti continua da casa la riabilitazione neurovisiva con AvDesk: Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber nel secondo episodio di #Connessi - La fibra che migliora la vita.

Ci sono innovazioni che si misurano in megabit e altre che si misurano in autonomia ritrovata. La storia di Bruno Sarti, paziente della Fondazione Chiossone impresa sociale di Genova, appartiene alla seconda categoria e dimostra quanto le due dimensioni siano ormai inseparabili.

Dopo un ictus, Bruno si è trovato a convivere con un deficit del campo visivo di origine neurologica, una condizione che incide profondamente sulle attività più ordinarie: leggere, muoversi in sicurezza, riconoscere ciò che accade nella metà del mondo che il cervello non elabora più. Il suo percorso riabilitativo è iniziato in ambulatorio, presso la Fondazione Chiossone, ed è proseguito direttamente a casa sua, senza interruzioni e senza perdere il contatto con l'équipe clinica.

A rendere possibile tutto questo è la collaborazione tra Fondazione Chiossone impresa sociale, Linari Medical e Open Fiber: un modello di teleriabilitazione in cui il dispositivo medico, la rete in fibra ottica FTTH e il monitoraggio specialistico da remoto lavorano insieme come un unico sistema di cura.

Quando la terapia esce dall'ambulatorio

Al centro del progetto c'è AvDesk, il dispositivo medico sviluppato da Linari Medical per la valutazione e il trattamento dei disturbi neuro-visivi e cognitivi in adulti e bambini. AvDesk è un neurostimolatore di nuova generazione che integra stimolazioni multisensoriali, elaborazione dei dati in cloud e algoritmi di intelligenza artificiale.

Installato nell'abitazione del paziente e collegato alla rete in fibra, AvDesk consente di svolgere le sessioni di riabilitazione nell'ambiente domestico, raccogliendo in tempo reale i dati di ogni seduta e rendendoli disponibili agli specialisti. Sulla base di queste informazioni il percorso terapeutico viene aggiornato e calibrato sui progressi effettivamente registrati.

Il risultato è un cambio di paradigma: la tecnologia non sostituisce il personale sanitario, ma estende il trattamento oltre gli spazi fisici dell'ambulatorio. Il clinico continua a seguire il paziente e a valutarne l'evoluzione, mentre una parte significativa della terapia può essere svolta a casa. Per le persone fragili, anziane o con difficoltà motorie questo significa meno spostamenti, maggiore continuità e un'aderenza terapeutica più semplice da mantenere.

La tecnologia, spiegata da chi l'ha costruita

«Si tratta di uno schermo curvo che emette stimoli visivi e sonori secondo determinate frequenze. Il risultato è che, dopo circa 20 ore di trattamento, i pazienti recuperano la loro autonomia, alcuni perfino ritornano a guidare. È un dispositivo medico che si rivolge a milioni di bambini e adulti che hanno un deficit visivo neurologico, ad esempio maculopatie o deficit post-ictus. Un requisito fondamentale è la presenza di una fibra ottica che sia affidabile e veloce.»

Caterina Stimola, CEO di Linari Medical

Caterina Stimola, CEO di Linari Medical

La continuità delle cure oltre la struttura sanitaria

Per la Fondazione Chiossone, che da oltre un secolo si occupa di riabilitazione visiva e inclusione delle persone cieche e ipovedenti, il progetto rappresenta l'estensione naturale di un modello di presa in carico centrato sulla persona.

«L'esperienza sviluppata insieme a Linari Medical e Open Fiber dimostra come la tecnologia possa ampliare le possibilità della riabilitazione visiva, permettendoci di seguire i pazienti anche oltre gli spazi della struttura sanitaria.»

Simone Torretta, Direttore della Fondazione Chiossone

Simone Torretta, Direttore della Fondazione Chiossone

La fibra ottica come infrastruttura di cura

La connessione FTTH non è un dettaglio accessorio: è il presupposto tecnico che rende clinicamente affidabile la terapia a domicilio. La trasmissione stabile e continua dei dati permette agli specialisti di verificare l'andamento del trattamento in qualsiasi momento, con la stessa qualità di informazione che avrebbero in presenza.

«Quando si parla di fibra ottica si pensa spesso alla velocità di navigazione. In realtà, casi come questo mostrano come le reti FTTH possano diventare un vero e proprio fattore abilitante per l'innovazione sanitaria.»

Stefano Mazzitelli, Direttore Commerciale di Open Fiber

La voce di Bruno

Al centro di tutto, però, resta una persona e il suo percorso.

«Dopo l'ictus temevo di aver perso una parte importante della mia autonomia. Oggi posso continuare la riabilitazione direttamente da casa mia grazie a un sistema semplice da utilizzare e a una connessione stabile e veloce. Posso osservare i primi miglioramenti già dopo alcune settimane, recuperando fiducia e motivazione per proseguire il percorso.»

Bruno Sarti, tecnico radiologo in pensione

Un modello replicabile

Quella di Genova è una sperimentazione, ma con caratteristiche che la rendono facilmente scalabile: un dispositivo medico certificato CE e brevettato a livello internazionale, una rete in fibra ottica in progressiva diffusione su tutto il territorio nazionale e un modello organizzativo che mantiene il centro clinico al comando del percorso terapeutico.

È esattamente la direzione indicata dalle politiche di sanità digitale: portare la cura dove vive la persona, riducendo la distanza, geografica ed economica, come fattore di disuguaglianza nell'accesso alla riabilitazione.

La storia è stata raccontata nel secondo episodio di Connessi – La fibra che migliora la vita, il format con cui Open Fiber documenta l'impatto della fibra ottica sulla vita delle persone e delle comunità. Nelle ore successive è stata ripresa da numerose testate nazionali, tra cui Il Sole 24 Ore, e ha trovato spazio anche in televisione, con un servizio andato in onda su Sky TG24.

Per Linari Medical è una conferma importante: il valore non sta nel portare la terapia fuori dall'ambulatorio, ma nell'estenderne la portata. Il centro clinico resta il regista del percorso, AvDesk ne diventa il prolungamento nella casa del paziente.

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